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H2H: la comunicazione d'impresa nell'era del 4.0

Intervista a Paolo Romiti, amministratore delegato e presidente di H2H, azienda italiana leader nei servizi di marketing e comunicazione.
 

 

Paolo Romiti

 

Può raccontarci come nasce H2H e qual è il ruolo della comunicazione e del marketing nel sistema economico odierno?

H2H nasce dall’aggregazione di diverse realtà che operano sul mercato dai primi anni del 2000 e che, in sinergia, hanno dato vita ad una realtà complessa capace di racchiudere competenze integrate, leader nei servizi di marketing e comunicazione.

I cambiamenti e l’aumento di complessità nello scenario competitivo portano oggi le aziende a doversi sforzare nel comunicare e nell’evolvere il proprio modo di stare sul mercato. Questo fenomeno, già presente da molti anni nei mercati più evoluti come quello americano e inglese, si ritrova oggi anche nel panorama italiano. Sebbene ad uno stadio molto più acerbo e indietro rispetto a quanto accade nei maggiori mercati, le aziende italiane hanno compreso l’importanza di investire in marketing e comunicazione e soprattutto quanto sia strategico legare in maniera diretta queste attività ai propri risultati di business.

Quali sono i vostri punti di forza e le vostre ambizioni di crescita?

Il punto di forza di H2H è la capacità di andare incontro alle esigenze dei nostri clienti in modo efficiente, grazie alla convergenza di competenze differenti, con l’obiettivo di massimizzare i risultati delle attività che svolgiamo per loro conto.

L’evoluzione del mercato ha portato un’azienda come H2H ad avere al proprio interno competenze diverse quali sviluppo e gestione di piattaforme tecnologiche, competenze statistiche per l’analisi dei comportamenti dei consumatori e umanistiche come design creativo, branded content e storydoing; tutte quante coordinate da competenze strategiche per la costruzione di progetti che coinvolgano i consumatori in un’esperienza che li conduca all’acquisto del prodotto nella massima coscienza e trasparenza delle sue caratteristiche e qualità.

H2H, con i suoi 90 dipendenti, ha ambizioni molto importanti per quanto riguarda la crescita, mantenendo un obiettivo di aumento del fatturato annuale non inferiore al 20%.

Quale contributo può dare un’azienda come la vostra alle PMI orientate verso la quotazione?

La comunicazione e il marketing possono apportare diversi benefici alle aziende che vogliono crescere attraverso la quotazione.

Il nostro contributo è in primis quello di accompagnarle nella crescita commerciale, secondariamente quello di aumentare la forza del loro brand, così da renderlo più facilmente riconoscibile anche a potenziali investitori; da ultimo quello di mettere in campo attività specifiche di comunicazione istituzionale mirate a supportare le aziende nella fase di quotazione.

Un’azienda orientata a questo percorso, come tale matura in termini di approccio manageriale, non può prescindere da un budget destinato al marketing e alla comunicazione sufficientemente valido per supportarla nel proprio processo di crescita aziendale. Il fatto che un’azienda comunichi ai suoi stakeholders di riferimento i propri valori e obiettivi è secondo noi sintomo di un’evoluta modalità di interazione con il mercato, che dimostra sicurezza nelle proprie capacità e potenziale beneficio a favore degli stessi stakeholders.

Fare Storytelling non significa semplicemente raccontare storie, significa costruire racconti significativi per pubblici specifici. Che ruolo ha l'ascolto di un pubblico e la costruzione di un suo profilo biografico per definire con precisione i contenuti da realizzare, fino al loro sviluppo nei media, ai fini di una argomentazione commerciale di valore? E quali strumenti ci sono oggi per tale ascolto?

Il ruolo dell’analisi del pubblico, dei suoi interessi e delle sue propensioni è fondamentale per qualunque strategia di marketing e comunicazione che un’azienda voglia mettere in piedi. Oggi, maggiormente grazie agli strumenti digitali, quest’analisi può essere effettuata in maniera molto precisa e profonda. Il saper utilizzare queste informazioni per poi declinarle in attività di comunicazione è la vera sfida che le aziende devono imparare a vincere.

Le società che operano nel nostro settore non fanno correttamente il loro mestiere se non suggeriscono ai propri clienti di implementare e perseguire una metodologia basata su questi paradigmi.

Come può un'azienda ancora basata sui metodi di marketing più tradizionali intraprendere questo nuovo percorso?

Sul mercato non sono tante, ma vi sono società di marketing e comunicazione molto serie capaci di accompagnare le aziende in questo nuovo percorso.

Importante per le aziende è saper scegliere il partner giusto, che veda il cliente non come un’opportunità di breve periodo ma come un interlocutore insieme al quale costruire un percorso di crescita comune.

C'è una differenza di livello tra l'Italia e e gli altri paesi nell'utilizzo di questo approccio?

Per anni l’Italia, nonostante sia un mercato molto attivo e molto vasto, ha avuto un approccio molto semplicistico nell'applicazione delle strategie di marketing, basato più sulla visibilità e l’immagine che calato in attività che potessero portare ad un aumento delle vendite o a una crescita del business.

In effetti, siamo indietro di almeno un paio d’anni rispetto a paesi più evoluti quali Stati Uniti, Inghilterra e Germania.

Il problema si fonda nella mancanza di una scuola di marketing evoluta e in un modo di ragionare televisore-centrico. Questi fattori hanno impigrito le strutture di marketing, sempre meno attente a differenziare le attività svolte nel corso dell’anno nel tentativo di massimizzare i budget a loro disposizione.

Quali sono le aziende che mostrano particolare resistenza a questo approccio e perché?

Sottolineando che il mercato italiano ha una carenza media complessiva da questo punto di vista, posso dire che ogni azienda che ho incontrato, per quanto desiderosa di intraprendere attività innovative di marketing e comunicazione, si perdeva nel far convergere questa attività all’interno di un piano sinergico e coerente.

Ma più che parlare delle aziende che oppongono maggiore resistenza, sarei portato a evidenziare quelle che rappresentano un esempio di come si dovrebbe fare attività di marketing e comunicazione, nella maggior parte dei casi aziende operative nel settore del largo consumo e, quasi sempre, multinazionali.

Vi accade mai di realizzare che l'azienda debba ancora comprendere quale sia il proprio posizionamento e gli aspetti valoriali da comunicare? Come la aiutate in questo processo?

Ci capita spesso di rapportarci con aziende che nel definire il proprio posizionamento tendono a rappresentare quello che vorrebbero essere piuttosto che quello che realmente sono.

Tutte le aziende hanno in realtà le capacità e le caratteristiche per poter esprimere meglio di qualunque consulente i propri valori e i propri punti di forza. In questo senso, una società seria ha solo il compito di accompagnare il cliente nell’esprimere al meglio competenze che già ha. Diverso è poi aiutarle a tradurre questi asset in una strategia di comunicazione sinergica e in armonia con tutte le strutture aziendali.

Quanto è utile, a vostro giudizio, che il Management di un'impresa investa in formazione su tematiche legate alla comunicazione e al Digital Marketing?

Il marketing e la finanza sono i due capisaldi per un management di successo in qualunque impresa.

La formazione e la ricerca di evoluzione e innovazione continua costituiscono la base per garantire una crescita di qualità e stabile nel tempo. Basta guardare e prendere esempio dai mercati più evoluti.