Corporate Storytelling
23 Novembre 2017

PASELL, famiglia, futuro e innovazione

Intervista a Salvatore Amitrano Amministratore di PASELL, azienda dell’avellinese che si occupa di componentistica per elettrodomestici, in particolare contrappesi per lavatrici. L’azienda ha sedi produttive in tre paesi, occupa 220 dipendenti e nel 2016 ha avuto un fatturato di circa 25 milioni che nel 2017 è previsto in leggera crescita.


Può descriverci l’identità, la storia e i valori che hanno guidato e guidano l’azienda? 

PASELL nasce nel 1968 da una iniziativa imprenditoriale di mio padre e i suoi 3 fratelli per la produzione di manufatti per l’edilizia. Nel 1979 arriva la richiesta da parte di IGNIS (oggi WHIRLPOOL), di realizzare contrappesi per elettrodomestici. Mio padre raccoglie la sfida nonostante lo scetticismo della famiglia e comincia un percorso che, dopo due importanti processi di divisione, ha portato l’azienda in circa 40 anni alla produzione giornaliera di 45.000 mila contrappesi con stabilimenti in Italia, Slovacchia e Turchia. Al business principale dei contrappesi negli anni si sono aggiunte due nuove linee di prodotto per lo stampaggio e l’estrusione di plastica e gomma. L’evoluzione dell’azienda è coincisa con quella della famiglia e ha contribuito a mutare i core values dell’azienda da famiglia, responsabilità e innovazione a Innovazione e Sviluppo, Sostenibilità Sociale e Ambientale e Miglioramento Continuo dei fattori produttivi, con particolare riferimento alle risorse umane.
Qual è la peculiarità dei vostri prodotti e quali sono le ragioni del loro successo? 

Il core business dell’azienda è ancora il contrappeso, una nicchia di mercato ad alto contenuto tecnologico in cui attualmente operano due competitor (PASELL è il secondo in termini quantitativi) che si dividono il 70% dello share europeo e una serie di player locali. PASELL ha sviluppato una tecnologia flessibile per rispondere in modo quasi istantaneo alla fluttuazione della domanda: l’Azienda lavora con una logica just in time spinto e garantisce, nel contempo, il magazzino del Cliente. Il focus costante sul Cliente e l’innovazione continua, sia di prodotto che di servizio, ci hanno permesso di crescere negli anni e di raggiungere gli attuali livelli di competitività.
Quali sono le strategie di crescita, le sfide e la vostra vision per il futuro? 

Elite ci sta aiutando a razionalizzare e definire un percorso di crescita basato su tre orizzonti fondamentali: penetrare sempre di più il mercato attuale con lo stesso prodotto migliorando il processo produttivo, lavorare sull’innovazione cercando di diversificare e migliorare il prodotto, dare identificazione al brand PASELL e aumentare la percezione del valore da parte del Cliente abbandonando progressivamente la semplice competizione sul prezzo. Per uscire dall’ottica commodities, uno dei possibili percorsi da intraprendere è la digitalizzazione del prodotto: il contrappeso attualmente è definito come una semplice “pietra”: noi vogliamo che diventi una "pietra parlante” capace di interagire con l’Internet of things. Anche grazie agli strumenti sviluppati durante il programma Elite, stiamo valutando opportunità di M&A con l’obiettivo di diventare il primo produttore europeo di contrappesi.
Quanto è strategica per voi l’innovazione? 

L’innovazione è uno dei nostri valori aziendali ed è alla base delle operazioni strategiche. Abbiamo sviluppato rapporti consolidati con partner esterni (Università e Centri di Ricerca) con cui abbiamo intrapreso progetti di ricerca di base sui materiali e di ricerca applicata per il miglioramento delle performance. E’ attualmente in corso anche un processo di innovazione dell’organizzazione e della governance aziendale che, grazie anche alla spinta degli standard Elite, ci permette di essere compliant alle regolamentazioni internazionali.
Cosa vuol dire per voi oggi “internazionalizzazione del business”: export, delocalizzazione, partnership o tutto questo insieme? 

Nel nostro settore internazionalizzare significa realizzare impianti produttivi nei pressi del Cliente finale in modo da ridurre al massimo i costi di trasporto. PASELL sceglie di cominciare il percorso di internazionalizzazione nel 2000 e, nel 2001, quando non era ancora una necessità ma una scelta, su richiesta di WHIRLPOOL che aveva bisogno di un fornitore strategico in Slovacchia. Nel 2003 prosegue in UK, nel 2005 in Russia e nel 2012 in Turchia. L’esperienza in UK si è chiusa insieme alla chiusura della fabbrica del Cliente, mentre in Russia è terminata in seguito ad una esperienza negativa della joint-venture creata con un partner locale. Nell’attuale panorama di business, l'internazionalizzarsi è diventata una necessità per essere in grado di competere su un mercato di rifermento che è, di fatto, quello europeo. Per noi, aver cominciato prima, è diventato un driver di crescita.
Quali sono i mercati più importanti oggi e quali quelli a cui guardate con maggiore interesse nel medio lungo termine? 

Vogliamo ampliare il nostro orizzonte di business oltre l’Europa e lavoriamo su due direttrici: una è quella degli Usa, dove stiamo valutando un investimento con Whirlpool che potrebbe realizzarsi già nel 2018, l’altra è di affrontare il più grande mercato mondiale, la Cina, un mercato sicuramente difficile ma di grande potenzialità vista la necessità, per i Clienti, di fornitori affidabili. Infine, PASELL sta pensando anche di completare lo scacchiere europeo con un nuovo insediamento in Polonia. La crescita fino ad oggi è stata finanziata principalmente con equity aziendale e con partner istituzionali (come nel caso di SImest in Slovacchia): l’idea è di puntare anche su una crescita non organica attraverso operazioni di M&A e private equity (con tempistiche definite) con il supporto di partner da coinvolgere anche con il supporto del network Elite.
Qual è stato il momento, l’occasione o il progetto più importante per l’azienda e per il suo consolidamento? 

Ci sono stati tre momenti fondamentali: il cambio di produzione da edile a elettrodomestici, la decisione di internazionalizzare quando non era ancora una necessità e l’ingresso della seconda generazione all’inizio degli anni 2000 che ha spinto e riorganizzato la presenza all’estero, sia come organizzazione che come controllo con responsabilità ben divise per ogni ramo.
Cosa vuol dire per voi far parte del progetto Elite Growth? 

Siamo onorati di partecipare a questo progetto che ci vede coinvolti assieme ad aziende di successo, in Italia e all'estero. Il progetto è molto importante per tre aspetti: la componente coaching e training per adeguare la struttura alla crescita, una maggior conoscenza dei mercati dei capitali che permette di migliorare la capacità di comunicazione con gli investitori istituzionali e, infine, l’ampliamento del network industriale e istituzionale. Come diceva W. Disney “se puoi sognarlo, puoi farlo”: sono convinto che, anche grazie ad Elite, potremmo realizzare i nostri sogni di crescita.