European Commission
10 Febbraio 2017

PMI e ambiente: in Italia più di centomila imprese full green ma non basta

Circa il 41% delle piccole e medie imprese italiane, ovvero più di 385 mila imprese, ha investito fino al 5% del fatturato annuo in azioni di efficienza delle risorse nel 2015, e il 25% ha adottato misure per riciclare riutilizzando materiali o rifiuti all'interno dell'azienda. E tuttavia le strategie verdi non sono ancora pienamente integrate nelle strategie organizzative delle imprese.

La cattiva applicazione del diritto e delle politiche ambientali produce molti effetti negativi, primis costi ambientali, economici e sociali, ma anche la perdita di credibilità delle autorità nazionali e dell'UE. È quanto emerge dall'EIR, Environmental Implementation Review, uno strumento creato per accompagnare imprese e cittadini degli Stati membri nell'attuare le normative ambientali dell'UE. L'EIR si propone inoltre di affrontare le cause alla base di eventuali carenze e di trovare soluzioni prima che i problemi diventino gravi fino a comportare multe e penali.

Il pacchetto EIR, adottato il 3 febbraio 2017, include 28 rapporti nazionali che mappano i punti di forza di ogni paese, le opportunità e le debolezze, identificando le sfide comuni in tutti i paesi, e suggerendo azioni di miglioramento per tutti gli Stati membri.

La piena attuazione della legislazione ambientale dell'UE consentirebbe di risparmiare all'UE € 50 miliardi ogni anno in spese sanitarie e costi diretti per l'ambiente. Non solo. La politica UE sui rifiuti potrebbe creare ulteriori 400.000 posti di lavoro entro il 2020, e la piena attuazione della legislazione sulle acque potrebbe portare nelle casse 2.8 miliardi l'anno.

In Italia, si potrebbero creare 117.000 nuovi posti di lavoro se le PMI adottassero a pieno le misure a sostegno dell'efficienza delle risorse nei seguenti settori: prodotti alimentari e bevande; energia, energia elettrica e pubblici servizi; tecnologie ambientali; edilizia.

Scarica la sezione dell'EIR deidcata all'Italia al link in basso.

 

Foto: Green Economy, CC BY 2.0