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Studio Legale e Tributario Biscozzi Nobili

Studio Legale e Tributario Biscozzi Nobili: supporto alle aziende per il salto di qualità

Intervista a Francesco Nobili dello Studio Legale e Tributario Biscozzi Nobili, un team di professionisti, esperti in materia legale e fiscale, da oltre 30 anni al fianco delle imprese italiane.

 

 

Secondo la vostra esperienza quali sono i settori (gestione, finanza, marketing...) in cui le Pmi italiane dovrebbero migliorare per competere meglio sul mercato mondiale?

Nell’esperienza del nostro Studio, che da decenni assiste imprenditori e storiche aziende familiari, abbiamo constatato come le imprese italiane, in particolare le PMI, siano caratterizzate da punti di forza del tutto peculiari, derivanti da una consolidata tradizione di creatività tipicamente italiana, che ha contribuito ad affermare il “made in Italy” come sinonimo di eccellenza a livello mondiale. Da questo punto di vista, le PMI italiane si rivelano competitive, in quanto nel loro modello di business sanno coniugare la tradizione delle intuizioni di famiglia con la spinta innovativa dei giovani talenti, che trova oggi espressione nelle numerose start-up che si affacciano ai mercati. Allo stesso tempo, tuttavia, sono proprio queste imprese a trovarsi in difficoltà in alcuni momenti critici del proprio ciclo di vita, che si verificano principalmente in occasione di:

  • fasi di crescita, ricomprendendosi anche l’espansione internazionale, con necessità di nuova finanza;

  • passaggi generazionali, che vanno gestiti correttamente per non portare alla distruzione, in alcuni casi anche totale, del valore creato negli anni.

In base alla nostra esperienza, abbiamo riscontrato come l’eccessiva dipendenza dal canale bancario possa rappresentare un freno alla crescita, a causa dell’inadeguatezza delle forme di finanziamento tradizionali; le sfide che il mercato globale impone richiedono, viceversa, strumenti di raccolta flessibili, non eccessivamente onerosi ed adattabili in base alle esigenze specifiche. Alcuni interventi legislativi degli ultimi anni sono stati pensati proprio per colmare il gap del mercato finanziario del nostro Paese, a principale vantaggio delle PMI che intendano fare il “salto di qualità”: in questo senso i minibond, il crowdfunding, la rivisitazione delle cambiali finanziarie e, da ultimo in ordine temporale, l’introduzione dei PIR e gli incentivi alla quotazione. È, infatti, innegabile che la finanza accessibile sia una delle principali leve a supporto della competitività; di questo le imprese sono consapevoli, come dimostra anche la forte adesione al progetto Elite.

Sotto il profilo gestionale, un’altra criticità delle nostre PMI è riscontrabile nella diffusa “informalità” della gestione aziendale e l’accentramento delle decisioni nelle mani dell’unico imprenditore; questa inadeguatezza, quando non totale assenza di meccanismi di governance razionali e strutturati, può rendere difficili i rapporti con i partner internazionali. Inoltre, può portare a situazioni di stallo in occasione di passaggi generazionali.

Un ulteriore elemento che, a nostro avviso, risulta di fondamentale importanza per la competitività delle nostre PMI è la tutela dell’innovazione: spesso le imprese stesse non sono del tutto consapevoli del patrimonio immateriale che sviluppano al proprio interno e, di conseguenza, potrebbero non essere in grado di proteggerlo. Sotto questo profilo, è necessario promuovere una cultura dell’innovazione, che parta dalla percezione del know-how aziendale e porti alla sua tutela giuridica (ad esempio, con l’implementazione di presidi per la segretezza o attraverso la brevettazione) e alla valorizzazione economica, anche grazie agli importanti incentivi fiscali di recente introduzione.

Valorizzata la cultura dell’innovazione, il successivo passaggio “naturale” sarebbe lo sfruttamento degli interessanti incentivi fiscali esistenti, volti a favorire l’innovazione stessa: si pensi, ad esempio, al regime dei c.d. “super e iper ammortamenti”, al credito “Ricerca e Sviluppo”, al credito d’imposta “formazione 4.0”, alla disciplina delle “start up innovative” e all’introduzione del “Patent-Box”.

Tra i servizi da voi offerti molti sono indirizzati a fornire strumenti atti a migliorare la competitività delle imprese. In cosa consistono i vantaggi per chi decide di affidarsi ai vostri servizi di consulenza per intraprendere questo percorso?

I nostri servizi sono focalizzati proprio sugli elementi che abbiamo riscontrato essere critici per la crescita e la competitività delle imprese; le direttrici lungo le quali orientiamo la nostra consulenza sono:

  • spinta all’internazionalizzazione e ai nuovi investimenti, con relativa raccolta di capitali;

  • impulso all’innovazione e valorizzazione degli intangibili;

  • governo d’impresa e gestione del passaggio generazionale.

La nostra consulenza in questi ambiti è completa: dalla strutturazione delle operazioni sotto il profilo economico e giuridico, alla definizione degli assetti di governance più opportuni, alla gestione della variabile fiscale (sia in fase di consulenza sia di contenzioso), alla valutazione dei bilanci e alla revisione legale.

La forza della nostra firm, grazie a un team di oltre 50 professionisti tra avvocati e dottori commercialisti attivi nella sede di Milano, è proprio quella di saper assistere i clienti a 360°, anche attraverso collaborazioni esterne con partner nazionali e internazionali (come, ad esempio, nei processi di internazionalizzazione), pur mantenendo il profilo di “boutique” con un approccio personalizzato.

Non dimentichiamo, inoltre, l’importanza della gestione della variabile fiscale: i) in ottica “preventiva”, come leva per la creazione di valore (attraverso l’ottimizzazione degli incentivi disponibili, il monitoraggio del rischio fiscale con interventi di check-up e compliance, l’attivazione del dialogo con le autorità fiscali – i.e. procedure di ruling e interpelli), garantendo il mantenimento della “tax reputation”; ii) in ottica “successiva” (attraverso l’assistenza nelle procedure contenziose o pre-contenziose, nonché nella ricerca di soluzioni transattive e nell’utilizzo degli strumenti di risoluzione delle controversie internazionali), al fine di minimizzare gli oneri derivanti dagli accertamenti.

Abbiamo esperienza nell’affrontare i conflitti di imposizione (o di doppia imposizione), che tipicamente si possono generare a seguito dell’espansione internazionale in merito a tematiche quali: transfer pricing, residenza delle società, tassazione delle branch, applicazione dei trattati, etc.; su queste aree riusciamo a gestire anche gli aspetti esteri, grazie ad un network di professionisti con cui abbiamo rapporti consolidati.

Dunque, per rispondere sinteticamente alla domanda, potremmo dire che i vantaggi per chi decide di affidarsi ai nostri servizi risiedono principalmente nell’avere una consulenza completa ed integrata, un’esperienza diversificata che, unite alla competenza tecnica delle nostre risorse e al continuo aggiornamento professionale, ci consentono di elaborare soluzioni “sartoriali” per ogni singolo cliente.

 

 

Uno degli strumenti a servizio delle aziende è l”agevolazione fiscale legata al Patent-Box, uno stimolo a investire in Ricerca & Sviluppo e un buon metodo per combattere la "fuga di cervelli", tutelando il Made in Italy e l’ingegno italiano. In che modo le aziende stanno effettivamente sfruttando quest’agevolazione? Quali i settori principalmente coinvolti?

L’introduzione del “Patent-Box” è stata senza dubbio un evento di rilievo nel nostro Paese, in quanto, in primis, rappresenta un importante incentivo fiscale che ha permesso di “riallineare” l’Italia rispetto agli Stati esteri (riducendo della metà la tassazione dei redditi prodotti grazie allo sfruttamento degli intangibili sviluppati), con l’obiettivo di restituire attrattività al nostro Paese.

In secondo luogo, l’iter per il riconoscimento dell’agevolazione ha significato un momento di rottura delle precedenti dinamiche conflittuali con le autorità fiscali, per inaugurare, nel nuovo quadro strategico delle Entrate, una stagione improntata al dialogo; si deve tener presente, infatti, che in gran parte dei casi l’accesso al beneficio è subordinato al raggiungimento di un accordo con l’Agenzia delle Entrate in merito all’individuazione dei criteri di calcolo; si pensi che nel 2017 sono stati conclusi 435 accordi.

Sin dalla prima formulazione della disposizione, con la Legge di Stabilità 2015 - ancor prima dell’emanazione delle disposizioni attuative - abbiamo intuito il potenziale di questa agevolazione, e abbiamo partecipato ad eventi formativi dedicati instaurando da subito un rapporto di collaborazione con l’Agenzia delle Entrate.

Nella nostra esperienza abbiamo, inoltre, riscontrato che le imprese vivono questo strumento e il confronto con i consulenti e le autorità fiscali anche come una buona occasione per indagare in maniera approfondita le dinamiche della creazione di valore e il relativo riflesso nei dati finanziari. In altre parole, ricollegandosi a quello che abbiamo evidenziato come uno degli elementi di debolezza delle PMI italiane, ovvero la scarsa percezione del proprio patrimonio intangibile, l’introduzione di questo beneficio ha portato i con sé anche un aumento della sensibilità verso il tema della creazione di valore e della sua comunicazione (finanziaria e non) nei confronti degli stakeholder (attuali e potenziali), cruciale anche nella ricerca di nuova finanza.

E non vi è dubbio che questo potenziale sia stato colto anche dalle imprese. Stando ai dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, nel 2015, anno di “esordio” dell’agevolazione, sono state presentate 4.500 istanze per l’accesso al beneficio, con in testa la Lombardia (1.200 richieste), il Veneto (706 richieste) e l’Emilia Romagna (636 richieste). Sono proprio questi gli Uffici con cui è iniziata anche la nostra attività di consulenza. Ma il dato interessante è che la maggior parte delle istanze proveniva proprio da imprese con fatturato compreso tra i 10 e i 50 milioni di Euro, a testimoniare l’effetto “volano” per le PMI.

Se in fase iniziale il successo del “Patent-Box” è stato legato principalmente ai marchi, che risultavano agevolabili nella prima finestra temporale di applicazione dell’agevolazione, sfruttando una disciplina transitoria prevista dall’OCSE, che il nostro Legislatore ha saputo cogliere, nel presente e nel futuro (la disposizione agevolativa, infatti, è a regime) l’incentivo è destinato alla vera innovazione tecnologica, ovvero all’industria che sviluppa know-how, brevetti, software.

Molti dei nostri clienti ci hanno seguito nel riconoscere l’importanza di quest’agevolazione, (ad esempio, lo Studio ha affiancato il gruppo Campari nell’intera procedura che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo “Patent-Box” con l’Agenzia delle Entrate), altri ci hanno conosciuto proprio in questo contesto; da parte nostra, gli accordi finora conclusi si sono rivelati di indubbio vantaggio per i contribuenti pur avendo richiesto un notevole sforzo documentale ed in termini di tempo sia da parte nostra sia da parte dei clienti.

Grazie a questo beneficio e all’iter per ottenerlo, le aziende ad alto contenuto tecnologico e con marginalità importante sono incentivate ad affrontare in modo serio la corretta mappatura e protezione del patrimonio intangibile e il tema della ricerca e sviluppo, investendo risorse finanziarie ed umane, garantendo così anche la conservazione e la creazione di posti di lavoro, a beneficio dell’intero nostro Paese.

Da quanti anni fornite consulenza a valore aggiunto in questo specifico settore?

Il dipartimento fiscale del nostro Studio ha recentemente raggiunto il traguardo dei 40 anni, essendo nato alla fine degli anni ’70 da professionisti provenienti da realtà di consulenza internazionale; il settore societario risale, invece, alla fine degli anni ’50. Dapprima sulla base di un rapporto di stretta collaborazione, e successivamente grazie all’integrazione del dipartimento fiscale e societario, lo Studio - attraverso una costante crescita dimensionale - ha raggiunto l’attuale assetto organizzativo, caratterizzato da oltre cinquanta professionisti.

Lo Studio legale e tributario opera sotto forma di associazione professionale, ed è caratterizzato da indipendenza e autonomia rispetto alle multinazionali del settore; si occupa tradizionalmente di problematiche delle imprese, sia in ambito domestico che internazionale, avvalendosi, ove richiesto, di una rete di corrispondenti esteri.

Come già anticipato, sin dall’origine siamo focalizzati nell’affiancare gli imprenditori nei processi di crescita, nell’internazionalizzazione e nei passaggi generazionali.

Tra i vari settori, negli ultimi anni lo Studio ha prestato particolare attenzione alla fiscalità dell’innovazione, monitorando gli incentivi fiscali che si sono susseguiti negli anni tra cui, senza dubbio, il Patent-Box ma anche i crediti per la ricerca e sviluppo, nonché gli incentivi per l’industria 4.0, (i c.d. “super e iper ammortamenti” e i crediti per la “formazione 4.0”). In ambito Patent-Box, per esempio, oltre a partecipare agli eventi formativi promossi dall’Agenzia delle Entrate, che si sono rivolti ad una ristretta platea di consulenti, il nostro Studio è stato coinvolto in alcuni dei primi accordi conclusi, che hanno rappresentato e tuttora rappresentano una sorta di “framework” per la gestione delle altre procedure. Abbiamo, così, sviluppato una certa “expertise” nella proposizione di metodi di calcolo dell’agevolazione, tutelando gli interessi dei nostri clienti e facendoci parte attiva nel dialogo con l’Agenzia delle Entrate.

Negli anni la tipologia di clienti è cambiata? Se sì, in cosa?

Nel corso della nostra lunga esperienza possiamo dire che non è cambiata la tipologia di clienti, in quanto, come detto, abbiamo sempre assistito prevalentemente le imprese familiari. Quello che sicuramente è cambiato sono le sfide a cui i nostri clienti “tipo” sono stati esposti; sfide di fronte alle quali il cliente è sempre stato accompagnato dal nostro Studio, garantendo una gestione equilibrata delle problematiche legali e fiscali che di volta in volta si ponevano.

Abbiamo notato, inoltre, come i nostri clienti, indipendentemente dal profilo (internazionale, italiano o estero), abbiano da tempo individuato nella “tax reputation” un fattore critico di successo – o di insuccesso e forte negatività qualora la stessa dovesse venire meno – con conseguente maggiore interesse alla variabile fiscale rispetto al passato.

La novità più interessante, oggi, è che anche le PMI sono coinvolte nelle sfide legate al reperimento di nuova finanza e dall’utilizzo dei moderni strumenti “fintech”, come testimonia anche il massiccio successo del progetto Elite. In questo contesto, il nostro Studio rappresenta un valido partner per garantire alle imprese che intendono crescere la sicurezza di presidiare adeguatamente tutti gli elementi di incertezza e i rischi legati alla variabile fiscale, oltre all’ottimizzazione delle forme giuridiche con cui affrontare le proprie scelte.